Seven years

(for english version scroll down)

concept e coreografia: Marco Laudani 

Danzatore: Damiano Scavo 

Per sette anni consecutivi gli atleti Gyōja effettuano una durissima prova per raggiungere l’illuminazione percorrendo più di 46 mila chilometri. Una prova fatta di disciplina, pazienza, perseveranza, concentrazione, generosità e conoscenza trascendente, passo dopo passo. 

I Gyōja sperimentano sensazioni di vuoto e trasparenza, purificando i pensieri, rendendoli neutri, senza giudizi. Mentre corrono e camminano imparano a fare riposare parti del corpo entrando in uno stato meditativo.

Non corrono per essere più veloci o per vincere qualcosa. Danzano semplicemente correndo e lasciandosi andare. Alla fine i monaci diventano un tutt’uno con la montagna durante il lungo percorso, riuscendo a superare tutti gli ostacoli e scoprendo la pace interiore che si riflette con quella esteriore. 

Durante questi sette anni, le stelle, il cielo, le pietre, le piante, gli alberi diventano compagni del cammino di questi monaci, che sviluppano la capacità di prevedere il tempo tramite la forma delle nuvole, la direzione del vento e l’odore dell’aria.

Conoscono gli orari di quando gli uccelli e gli insetti iniziano a cantare e si stupiscono come se fosse la prima volta nel vedere danzare il sole e la luna ad ogni crepuscolo. 

“Le cose più ammirevoli di questi monaci sono il calore, il loro cuore aperto, l’umanità. Ad affrontare più volte la morte si sentono vivi in ogni singolo momento, pieno di gratitudine, gioia e grazia. Hanno molto da insegnare: cercano sempre il massimo, senza guardare indietro, prendendosi cura degli altri e mantenendo la mente nel cammino”.

_____________________

Seven years

concept e choreography: Marco Laudani 

Dancer: Damiano Scavo 

For seven years in a row, Gyōja athletes perform a tough test to attain enlightenment, walking down more than 46 thousand kilometers. A test made up of discipline, patience, perseverance, concentration, kindness and transcendental knowledge, step by step. Gyōja athletes experience feelings of emptiness and transparency, by purifying thoughts, making them neutral, without judgments. While running and walking, they learn how to rest body parts entering into a state of meditation. 

They don’t run to become faster or to win something. They simply dance, running and letting themselves go. At the end,  the monks become one with the mountain throughout the long path, overcoming every obstacle and discovering interior peace, that mirrors the exterior. 

During these seven years, the stars, the sky, the rocks, the plants and the trees become companions of the monks’ path, who develop the ability of predicting time through the shape of the clouds, the direction of the wind and the smell of the air. They know when the birds and the insects start singing and they are surprised, as if it was the first time, in seeing the sun and the moon dancing at every twilight. “Heat, open hearts and humanity are the most admirable things of these monks. Facing death repeatedly, they feel alive in every moment, full of gratitude, joy and grace. They have a lot to teach: they always seek for the best, without looking back, taking care of the others and keeping their mind focused on their path.”

Leave a comment