Talentuosa, ambiziosa ed energica, ha fatto tappa a Catania la giovane danzatrice Silvia Addiego Mobilio per la residenza artistica offerta da Ocram Dance Movement per lo sviluppo di un nuovo progetto dal titolo “Storia di un corpo”. Silvia ha svolto inoltre due giorni di stage presso la scuola ASDC Dietro le Quinte, diretta dai maestri Piero Ferlito e Maki Nishida.

Silvia Addiego Mobilio, originaria di Chiavari, è una giovane danzatrice che, grazie al suo talento e alla sua tenacia, ha già studiato e lavorato con alcuni dei più importanti coreografi e delle più affermate compagnie a livello internazionale come la CobosMikaSEED’S Yellow Junior Company (Spagna).

Nel biennio 2018-2019 ha preso parte, come ballerina professionista, ad alcuni importanti spettacoli di danza contemporanea: “In VoluptasMors” di Peter Mika, “Mawnoh” di Ariadna Montfort, e “Puzzle Work” di Anton Lachky, tutte produzioni della CobosMikaSEED’S Yellow Junior Company. 

Recentemente Silvia ha partecipato all’ambizioso progetto “E Qua Sia – Identità” di Marina Quassia, che ha permesso di riprodurre, presso lo scenario suggestivo del Castello Normanno-Svevo di Sannicandro di Bari, uno spettacolo/itinerario di danza contemporanea incentrato sul concetto dell’io, sull’autocoscienza della diversità intersoggettiva.

Sebbene abbia attraversato l’Europa, e non solo, per perfezionare la sua tecnica e per arricchire il suo bagaglio di esperienze personali, Silvia non si è mai dimenticata delle sue origini, e della sua Chiavari in cui, grazie ad un Workshop di danza contemporanea da lei organizzato che prende il nome di Gate8, riesce a portare nella piccola cittadina ligure artisti nazionali e internazionali, e aspiranti ballerini da tutta l’Italia, per cinque giorni intensi di danza ad alti livelli. 

A Catania Silvia Addiego Mobilio collabora con la compagnia Ocram Dance Movement, per la creazione di un nuovo progetto dal titolo “Storia di un corpo”, che verrà messo in scena prossimamente.

Di seguito la sinossi del lavoro sviluppato durante il periodo di residenza: 

“Assistiamo alla crescita, all’invigorimento, alla maturazione sessuale, all’invecchiamento e all’ indebolimento del nostro corpo a cui ci affezioniamo e in cui ci riflettiamo perché nostro. 

Dal canto di una ninna nanna che protegge, accudisce e emana il calore soave che solo una madre sa donare, la danzatrice Silvia Addiego Mobilio racconta la storia di un corpo apparentemente uguale per tutti ma, in realtà, così tanto diverso.

Un involucro da amare alla follia o odiare con ardore, da far assomigliare ad una mongolfiera o far rattrappire fino a farlo sparire.

Questo corpo che non è mai abbastanza bello e soddisfacente. Per chi? Per te o per gli altri?

La danzatrice, ispirandosi al testo di Daniel Pennac, invita chi osserva a soffermarsi su episodi spensierati dell’infanzia vissuta per ricordarci l’importanza di un corpo, un corpo fatto di carne, ossa, muscoli, sangue ma anche molto altro ancora, un corpo che è semplicemente quello di ciascuno di noi, un corpo che è memoria e testimonianza, un corpo che è anche un lascito.

Bisognerebbe godere del proprio corpo anziché doverlo continuamente conquistare”.

Nei giorni 6 e 8 ottobre 2020 la scuola Dietro le Quinte ha avuto il piacere di poter ospitare la danzatrice Silvia Addiego Mobilio, la quale ha proposto tre livelli di classe: intermedio, avanzato, preprofessionale. 

Le classi sono state definite da lei stessa “lezioni sperimentali” in cui, grazie ad un training volto alla consapevolezza del proprio corpo e della propria energia, Silvia ha spinto gli allievi a ricercare dentro di sé la loro unicità nel movimento. 

Le lezioni hanno visto l’alternarsi di flussi di improvvisazione guidati, insieme ad elementi di tecnica e di floorwork, in un crescendo di emozioni e di scoperta del proprio corpo, e delle infinite possibilità.

Gli allievi presenti hanno mostrato di possedere una grande tecnica e prestanza fisica. Infatti, la stessa Silvia afferma di aver trovato nei ragazzi una bella connessione tra la loro energia e lo spirito di gruppo, e un’ottima propensione al lavoro.

Oggi il panorama della danza offre certamente variegate opportunità di formazione attraverso stage, workshop organizzati da vari enti. Ma non sempre questi offrono qualitativamente delle vere e proprie opportunità di studio. 

In questo scenario, aver accolto una danzatrice come Silvia ha costituito un’importante tappa nel percorso di crescita artistico e personale di tutti coloro che hanno preso parte alla lezione, o di chi ha semplicemente osservato non da freddo spettatore, ma da fruitore di un’esperienza artistica che coinvolge e appassiona.

La danza che esce dagli schemi, che riesce a spingersi nell’anima vera e autentica di ogni danzatore, è questo che Silvia ha saputo lasciare nel cuore degli allievi che hanno preso parte alle sue lezioni. 

La ricerca e la consapevolezza dei movimenti artistici non si esaurisce in una semplice sequenza di esercizi, ma scruta l’anima alla ricerca di sensazioni ed emozioni sempre nuove e ardite. 

Grazie Silvia! Alla prossima!

Elisa D’Angelo

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